Storia

Dove sei nato?
Bari

Di che nazionalità sei?
Fisicamente sono nato a Bari, quindi sono italiano. Mentalmente non ho una nazionalità che mi identifica completamente. Sono italiano, un pò americano, tanto nordico.

La tua formazione teatrale?
Da piccolo (7/9 anni) ero attratto dalle commedie teatrali di Edoardo De Filippo trasmesse in prima serata su Rai 2. Mi emozionava quella forma di “invenzione scenica e drammatica dei personaggi” che si discostavano nettamente dalla mia vita quotidiana. Ho ripreso il teatro in tarda età, a 35 anni frequentando un residenziale con Dario Fo e Franca Rame dove ho iniziato a comprendere il significato di “grammatica del corpo scenico”.

Ma ero ancora artisticamente (ma anche personalmente) irrequieto. Ho studiato montaggio e regia teatrale e mi accorsi che estendevo, involontariamente, il mio concetto di teatro – corpo come espressione della parola – nei miei corti cinematografici. Dopo un paio di anni ho capito che la mia vocazione era lì in teatro!

Continuo a formarmi con i maestri del teatro contemporaneo soprattutto al Centro Teatrale Umbro senza dimenticare il mio lavoro da autodidatta come forma conoscitiva del proprio io teatrale.

Quali sono attualmente i tuoi interessi in campo teatrale?
Insisto a credere che il teatro è una forma di evangelizzazione laica; pertanto lo utilizzo per portare in scena temi che non trovano molto spazio in ambito culturali.

Dove si svolge, per te, il teatro reale?
L’attore porta il peso della parola scenica ma è nella mente dello spettatore che questa parola si completa. Quindi il teatro reale si forma nella mente dello spettatore, non sul palcoscenico.

Quale è il tuo prossimo progetto?
“Fai buon viaggio” è un lavoro sperimentale ma…(risata) ne parlerò la prossima volta.


Alcuni scatti del mio percorso teatrale 2018/2019

Foto: Maria Rosaria Sabbatelli