Paolo CIlfone

A tu per tu con Paolo Cilfone

La mia ultima intervista a cura di Asteria Space, realtà emergente e coraggiosa impegnata nella promozione degli artisti in Puglia.

Come è avvenuto il tuo incontro con in teatro?

Io in realtà nasco da tutt’altra parte, come fotografo e grafico pubblicitario, circa vent’anni fa. Vivevo a Milano e ho lavorato all’interno dello studio di Oliviero Toscani dove ho maturato una forte esperienza nell’ambito della pubblicità lavorando soprattutto nell’ambito della Benetton. Però il teatro era dentro di me sebbene assopito perchè ero impegnato su quell’altro fronte. Era dentro di me e mi turbava. Lo stesso Oliviero Toscani mi disse che quello non era il mio posto e mi chiese cosa ci stessi facendo lì perché per lui sarei stato un bravo teatrante. Così decisi di far domanda ai residenziali di Dario Fò e Franca Rame e fui accettato sebbene non avessi alcuna preparazione teatrale. Quella è stata l’esperienza da cui sono nato come studioso di teatro sperimentando l’ambito registico. Fino ad allora non volevo salire sul palco come attore per cui mi sono dedicato alla regia, anche cinematografica facendo dei backstage con Ferzan Özpetek e Sergio Rubini. Poi è arrivato il momento in cui ho fatto una scelta di vita netta, ho lasciato tutto per dedicarmi solo al teatro e alla scrittura per il teatro.

Quando hai deciso di salire poi sul palcoscenico?

Con l’ultimo spettacolo che ho scritto sono entrato in scena. Tendenzialmente la parte registica è quella in cui mi sento più a mio agio, tuttavia dentro di me c’è sempre quest’altra voce, quest’ anima attoriale che mi ripete sempre di salire sul palco.

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