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Mare profugo

Handpainting su acrilico 70×50
Anno: 2018
Autore: Paolo Cilfone

Gli occhi del barcone
tagliano le onde. Nere.
Una luna appesa
scruta i nostri corpi.
A forma di croce.

Il sangue della salsedine
scorre lungo il nostro
canto di sopravvivenza.

Nel petto un cuore di fuoco
la dignità dello sguardo
la fierezza nelle nostre mani.

Il barcone vira oltre il nero del mare.
Gli occhi non percepiscono ma
sentono il vuoto dell’indicibile .

E d’improvviso
siamo presi, spinti, abbandonati,
traditi, scellerati,

violentati e inghiottiti
dalla bocca affamata di un mare
senza nome.

E chi resiste
sarà un numero tatuato
in terra straniera.


Ma noi rimaniamo un corpo.
Un veliero dove
un’alba già stanca illumina
un mare profugo
tagliato da un vento d’indifferenza.

Enola Gay

Una madre sul bordo del fiume
scruta il ritorno del figlio in guerra.

Precipita dal cielo l’Enola Gay e
trascina il suo cuore chissà dove.

Un padre seduto sul bordo della vita 
attende la scia di una qualsiasi stella.

La vita prende per collo la storia
il silenzio tagliato dal rumore delle lacrime.

C’è un pace dove una completa l’altra?
Il perdono trono di un cielo nuovo?

________
Autore: Paolo Cilfone
Anno di pubblicazione: 2015

Orazione

Se è vero che dentro di me
qualsiasi dolore mi porta
lontano dal fragoroso silenzio
che la croce invece dispone, allora

è altrettanto vero che l’anima mia anela
ogni singolo iota della sapienza per destarmi
dal sonno e liberarmi dall’oblio del mio io.

E se fosse mai vero che io sia piegato sui nodi
e sulle iperbole delle mie stesse iniquità allora
è tempo che Qualcuno irradi se stesso nel spazioso
tempio della Misericordia.

Affinché la zavorra del prigioniero si possa
trasformare, nello spazio di un colpo di ala,

nelle profondità di una orazione sublimata.

Destino

Un giorno
una foglia si staccò dall’unico albero
danzò nel sole per adagiarsi
lentamente su un letto di cemento.
Dopo pochi minuti si alzò in piedi
e, guardando la cima dell’albero,
urlò: “Amiche foglie,
voi ancora lì sui rami,
buttate giù quella mela,
quella con lo sguardo
saccente: dannazione giù, giù!”

Non ebbe molto tempo a disposizione
quando sulla foglia si precipitò
un braccio immacolato di donna.
L’ acchiappò, la guardò negli occhi,
la zittì e con lei si diresse verso la mela.
L’acchiapparono, la divorarono e
senza paura ne gettarono il resto
verso il baratro.

“Il destino è un scintilla”
gridò la donna alle altre foglie
che nulla avevano da spartire con lei
se non la loro innocente presenza.
“Il destino ha voluto che guardaste
la fine di un’eresia,
la mediocrità di chi confonde
con la sola presenza le anime irrequiete”.

Non siate aspri, duri, vecchi.
Dopo tutto Dio ha deciso di plasmare la polvere
a Sua immagine. Voi invece che
mi guardate ancora del tutto nuda
perchè pensate che io sia nuda?

tratto da: Babel Theos – Ristampa 2016