Fai buon viaggio

img_storia

Sinossi

Saulo è un tipo solitario, quasi sempre rinchiuso nella sua casa-gabbia perché è arrabbiato con il mondo esterno colpevole di non capire il suo estro poetico e artistico. Nonostante questa sua presa di posizione, il protagonista – ogni sabato sera – esce di casa e convince “gli ultimi” a seguirlo nel suo piccolo salotto di casa per raccontare delle brevi storie di inconsapevoli viaggiatori che attraversano luoghi e situazioni tali da cambiarli totalmente la loro vita.

“Fai buon viaggio” è dunque un insieme di piccole performance che costituiscono un monologo teatrale, in cui la sconfinata immaginazione dell’autore, grazie a una struttura drammaturgica semplice e spontanea, sprigiona tutta la poetica della sorpresa e della bellezza della vita.

Fai buon viaggio” 
scritto e interpretato da Paolo Cilfone
scenografia di Paolo Cilfone
installazione scenica di Giada Giaquinto e Sarah Paparella


Proemio

Saulo: “Non è cambiato nulla. Bene.
Tutto è confermato. Sono ancora quì.
Ma ho sognato. Ho sognato Abramo mentre camminava.”

(silenzio)

“Ma quando mai! E dove andava?
Lo so dove andava quel disgraziato.
[…]
Ma siete così interessati a sapere cosa fa l’altro?
Ditemi la verità: se chiedete qualcosa dell’altro vi prendono per impiccioni
mentre se non chiedete nulla vi bollano per menefreghisti.
Siamo diversi io e voi. Dico sempre:
nel mare un’onda è diversa dall’altra.
Giusto? Per caso vedete un’onda uguale all’altra?
Ma nessuno vuole ascoltarmi.
Se il mondo fosse pronto a credere che anche io
ho una mia sapienza allora il mondo sarebbe più giusto.
Invece no! Dobbiamo rimanere separati io e il mondo”.
[…]