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Maternità

Ogni volta che accarezza la pancia, sorride; gli occhi sorridono di più! La futura mamma, seduta di fronte a me, spinge la sedia per appoggiare i gomiti sul tavolo con la sorella che ne approfitta per sfiorarle la pancia. “Senti qualcosa, qualche movimento?”, esclama la futura mamma. Le due sorelle si mettono in ascolto; all’unisono si guardano negli occhi e abbassano entrambi la testa verso la pancia come se volessero entrare in un luogo sacro. silenzioso. Intorno alle due donne è tutto un vociare di persone che raccontano la loro giornata: chi con toni alti, chi con grande movimento di mani e chi con larghi sorrisi. Due mondi paralleli: quello che fa contorno a uno nuovo mondo che sta per nascere. Si è consapevoli di questo?

La futura mamma si sistema meglio sulla sedia; distende le gambe in avanti, sospira un pò come se avesse un lieve fiatone e con gli occhi segue la traiettoria delle nuvole. Senza accorgersene, le sue mani continuano ad accarezzare la pancia come se accarezzasse un viso.. Il centro della vita è lì; ogni movimento della donna è rispettoso del fatto che non vive più da sola ma ospita una nuova vita. Anche il tono della sua voce è leggero, pacato. Era così anche in passato? Ad un certo punto una coppia di ragazze si avvicina al tavolo delle sorelle e, con un sorriso sincero, incominciano a porre le classiche domande di chi è in attesa: il nome da dare al bambino, lo stato di salute e così via. La futura mamma risponde e sorride; il viso di quella donna trasmette una sensazione che ha un solo nome: beatitudine!

La futura mamma ha le mani affusolate, un vestito nero che le arrivava sino alle ginocchia e un paio di sandali color oro. Ha il sorriso stampato sulle labbra: ride di gusto, annuisce a tutto. La grazia della maternità; in essa non cresce solo la vita. Cresce una forma di amore, di attitudine a condividere le sorprese della vita. Si è già madre al solo pensiero di desiderarlo. Oramai i miei pensieri sono solo sulla maternità e si confondono con il sole che si nasconde tra gli alberi che costeggiano il bar; la luce del giorno si tinge di un colore quasi bronzeo e il vocìo delle persone si dirada. Le due sorelle sono ancora lì, immerse nel loro mondo: parlano di gusto mentre la futura mamma sfiora il suo seno come se volesse già allattare. Subito dopo allunga le braccia all’indietro perchè vuol tirarsi i capelli per farsi la coda. Ogni movimento è equilibrato, attento a non arrecare fastidio al futuro bambino. Quella donna si sente bella; non di una bellezza estetica ma solo interiore. E’ un corpo solo: lei e la sua creatura. E’ lì che abita la bellezza che diventa finitezza.

Il tempo di pagare è arrivato.
Lascio che questa scena si concluda da sola senza che io possa vedere il finale. Mi basta pensare che quella futura mamma diventerà madre. Un epilogo a lieto fine

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